Premio Renato Simoni 2015 all’attrice Andrea Jonasson
Teatro Romano di Verona
2 luglio 2015, ore 21.00
Il 58° premio “Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa” viene attribuito quest’anno a un’apprezzata attrice, tedesca di nascita, e italiana d’adozione: Andrea Jonasson, vedova di uno dei più grandi registi italiani del secolo scorso, Giorgio Strehler.
La cerimonia di consegna del premio avverrà il 2 luglio al Teatro Romano alle ore 21 prima dell’inizio di Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard (ispirato all’Amleto di Shakespeare) che quest’anno apre il Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese in prima nazionale con la regia di Leo Muscato e con, protagonisti, Vinicio Marchioni, Daniele Liotti e Gianfelice Imparato.
La vocazione artistica di Jonasson (il cui vero nome è Andrea Karina Stumpf) si manifesta presto: nata a Friburgo, frequenta giovanissima la Scuola d’Arte Drammatica di Monaco per poi trasferirsi ad Amburgo dove diventa allieva di Gustav Gründgens, uno dei maggiori attori-registi dell’epoca. Dopo la morte di Gründgens, l’attrice comincia a recitare nei principali teatri tedeschi (da Heidelberg e Düsseldorf a Monaco) e all’estero: in particolare a Zurigo e a Vienna in ruoli da protagonista spaziando da Shakespeare (Giulietta) a Goethe (Margherita in Faust), da Brecht e Dürrenmatt a Pirandello (la Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’autore), O’Neill e Cechov (Masa nelle Tre sorelle). Nel 1972 l’incontro con Giorgio Strehler. Dopo averla vista recitare il regista triestino – fondatore nel 1948 del Piccolo Teatro di Milano con Paolo Grassi e Nina Vinchi – le affida il ruolo della regina Margherita nel Gioco dei potenti, tratto dalla trilogia di Enrico VI di Shakespeare in scena l’estate successiva al Festival di Salisburgo. Comincia così il sodalizio, dapprima professionale, poi anche personale, tra i due. Ed è l’inizio, per la Jonasson di una doppia carriera che la vede recitare in Germania e in Italia nelle rispettive lingue. Tra le sue memorabili interpretazioni quella dell’Anima buona di Sezuan di Brecht in cui l’attrice riveste il doppio ruolo di Shen Te e di Shui Ta rivelando una notevole duttilità, vista la notevole differenza tra i personaggi, uno femminile, l’altro maschile.
Nell’81 le nozze con Strehler che la dirige in parecchi allestimenti, tra i quali Minna von Barnhelm di Lessing, Come tu mi vuoi di Pirandello e Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni. È la consacrazione definitiva dell’attrice anche sui palcoscenici italiani. Da quello del Piccolo a quello del Teatro Stabile di Genova dove il regista Marco Sciaccaluga la dirige in Suzanne Adler di Marguerite Duras, in Un mese in campagna di Ivan Turgenev e nelle False confidenze di Marivaux. Dopo la morte di Strehler (nella notte di Natale del 1997) la sua carriera prosegue tra Italia e Germania. In entrambi i Paesi la Jonasson lavora anche per il cinema e la televisione. Nel 2009 riprende una regia di Strehler, La storia della bambola abbandonata, e la mette in scena da protagonista. Tra i riconoscimenti alla carriera il premio Eleonora Duse nel 1997 e il titolo di Grande Ufficiale al merito della Repubblica conferitole nel 2011 dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’assegnazione del 58° premio “Renato Simoni” alla Jonasson è stato deciso dalla giuria presieduta dal sindaco Flavio Tosi e formata dai giornalisti Anna Bandettini, Michelangelo Bellinetti, Andrea Bisicchia, Franco Cordelli, Masolino d’Amico e Gabriele La Porta.
Giorgio Strehler aveva ottenuto lo stesso riconoscimento nel 1988, quando era già iniziato il felice connubio artistico con la futura moglie.
Dopo la prima del 2 luglio, Rosencrantz e Guildenstern sono morti sarà replicata il 3 e 4 con inizio alle 21.15. «La messinscena del capolavoro di Stoppard – sottolinea il direttore artistico Gian Paolo Savorelli – è un grande evento culturale e artistico. Sarà presente la stampa nazionale (dal Corriere della Sera a Repubblica, dalla Stampa a L’Espresso) che ha già sottolineato l’importanza di questa “apertura” a Stoppard che allarga gli orizzonti del prestigioso festival shakespeariano veronese nato nel 1948, secondo, in Europa, solo a quello di Stratford-upon-Avon. La stagione di prosa proseguirà con I rusteghi di Carlo Goldoni e con una particolare Bisbetica domata di Shakespeare che vedrà il debutto di Nancy Brilli al Teatro Romano. Anche per questi due eventi – conclude Savorelli – l’attesa è grandissima».
Alessandro Preziosi legge la motivazione del premio ad Andrea Jonasson
Il Sindaco Flavio Tosi consegna il premio, applausi e ringraziamenti di Andrea Jonasson
I precedenti premi “Renato Simoni”
1958 Lucio Ridenti
1959 Emma Gramatica
1960 Renzo Ricci
1961 Cesco Baseggio
1962 Antonio Saviotti
1963 Wanda Capodaglio
1964 Guido Salvini
1965 Annibale Ninchi
1966 Sergio Tofano
1967 Gualtiero Tumiati
1968 Paola Borboni
1969 Eduardo De Filippo
1970 Sarah Ferrati
1971 Elsa Merlini
1972 Gino Cavalieri
1973 Tino Carraro
1974 Edda Albertini
1975 Nina Vinchi
1976 Orazio Costa Giovangigli
1977 Paolo Grassi
1978 Gianfranco de Bosio
1979 Raul Radice
1980 Lilla Brignone
1981 Paolo Stoppa
1982 Gianni Santuccio
1983 Ivo Chiesa
1984 Giovanni Testori
1985 Luca Ronconi
1986 Lina Volonghi
1987 Emanuele Luzzati
1988 Giorgio Strehler
1989 Annamaria Guarnieri
1990 Dario Fo
1991 Ernesto Calindri
1992 Valeria Moriconi
1993 Aroldo Tieri
1994 Anna Proclemer
1995 Turi Ferro
1996 Franca Nuti
1997 Vittorio Gassman
1998 Gianrico Tedeschi
1999 Carlo Giuffré
2000 Glauco Mauri
2001 Franca Valeri
2002 Mariangela Melato
2003 Pietro Garinei
2004 Giorgio Albertazzi
2005 Giulia Lazzarini
2006 Eros Pagni
2007 Paolo Poli
2008 Rossella Falk
2009 Umberto Orsini
2010 Gigi Proietti
2011 Paolo Bonacelli
2012 Giuliana Lojodice
2013 Carlo Cecchi
2014 Luca De Filippo
Andrea Jonasson
Andrea Jonasson (Friburgo in Brisgovia, 29 giugno 1942) è un’attrice teatrale tedesca.
Biografia
Nata Andrea Karina Stumpf, la sua formazione artistica avviene alla Scuola d’Arte Drammatica di Monaco: successivamente si trasferisce in un’altra scuola ad Amburgo, diretta dal celebre attore tedesco Gustaf Gründgens. Inizia la carriera di attrice con numerose apparizioni a Zurigo e, contemporaneamente, si dedica anche alla recitazione in televisione, dove è interprete di numerose produzioni per il piccolo schermo.
In seguito alla sua interpretazione nella riduzione televisiva del dramma di Eugene O’Neill Il lutto si addice a Elettra, a Berlino le viene conferito nel 1970 il premio Goldene Kamera per la migliore interpretazione femminile.
Nel 1973 conosce il regista teatrale Giorgio Strehler, che sposerà poi nel 1981: da allora, divenuta nel frattempo prima attrice del Burgtheater di Vienna, dividerà la sua carriera artistica recitando sia in lingua tedesca che italiana a Vienna e a Milano, al Piccolo diretto dal marito.
Nel 1997 le viene conferito il Premio Eleonora Duse.
Nel 2009, tornerà ad interpretare una regia di Strehler da lei stessa rimessa in scena: “La storia della bambola abbandonata”
Prosa televisiva RAI
- I giganti della montagna, di Luigi Pirandello, con Enzo Tarascio, Franco Graziosi, Lino Troisi, Gianfranco Mauri, Alessandro Mori, Ilaria Onorato, Maria Sorrenti, Giancarlo Dettori, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Sante Calogero, Nadia Rinaldi, regia di Giorgio Strehler, trasmessa il 4 novembre 1995.
Collegamenti esterni
È Premio Simoni «Amare il teatro è non tradirlo»
Il 2 luglio, alla prima di Rosencrantz e Guildestern sono morti di Tom Stoppard, al Teatro Romano, le verrà consegnato il 58° Premio Renato Simoni «per la fedeltà al teatro di prosa». Una fedeltà che per lei, Andrea Jonasson, significa una lunga e straordinaria (e non ancora terminata) carriera, su prestigiosi palcoscenici internazionali. Tedesca di nascita (di Friburgo), italiana di adozione, Andrea Jonasson è la vedova di uno dei più grandi registi italiani del secolo scorso, Giorgio Strehler, con il quale ha a lungo lavorato al Piccolo di Milano. Ma in Italia Jonasson c’era arrivata con alle spalle già un’affermata carriera teatrale, iniziata da giovanissima alla Scuola d’Arte drammatica di Monaco e poi ad Amburgo, allieva del regista Gustav Gründgens, e poi nei più importanti teatri in Germania e all’estero, spaziando da Shakespeare a Goethe, da Brecht e Dürrenmatt a Pirandello a Cechov e molti altri. Fino all’incontro con Giorgio Strehler nel 1972 (che ha poi sposato nel 1981) e una seconda carriera in lingua italiana.Nel 1997 la Jonasson ha ricevuto il Premio Duse e nel 2011 il titolo di Grande Ufficiale al merito della Repubblica da Giorgio Napolitano; ora questo premio alla carriera, lo stesso che Strehler ricevette nel 1988.La motivazione del premio sottolinea la sua «energia, profondità e lucentezza» e l’«assoluta padronanza della scena» ed «eleganza, sia nel repertorio classico che moderno». Si riconosce in queste caratteristiche?«
Ad Andrea Jonasson il Premio Simoni
«Meravigliosa serata»
«Assoluta padronanza della scena ed eleganza», recita la motivazione del premio Renato Simoni assegnato quest’anno ad Andrea Jonasson memorabile Ilse ne I Giganti della montagna ma anche Grusa (La storia della bambola abbandonata), Giocasta (Edipo re), Ellida (La donna del mare), e molti altri ruoli di «profonda sensibilità interpretativa». Personaggi scostanti, simpatici ma che sempre, ha detto Alessandro Preziosi (produttore dello spettacolo che apre la stagione) nel consegnarle il cinquantottesimo premio, l’hanno «mantenuta bella e umanamente disponibile». Timida e riservata, aggiungiamo noi, anche nel salire non certo dalle prime file della platea a ricevere dalle mani del sindaco Flavio Tosi il riconoscimento. «Sono così emozionata», ha detto l’attrice protagonista del film Vecchi pazzi di Sabine Boss «che quando capita una cosa così meravigliosa non so cosa dire. Mi sento parte di una compagnia così importante di nomi che è quella del Renato Simoni che non so nemmeno perché. Mi sento molto onorata, sono felice, non lo so se merito, perché mi sento un’attrice normale. Però sono fedele al teatro, questo si, da almeno 52 anni. Amo il teatro come l’Italia e spero di ritornarci presto».