VeronaConcerti
Giuseppe Verdi in Piazza dei Signori
Concerto “Giuseppe Verdi: la colonna sonora del nostro risorgimento”
Lunedì 15 luglio 2013 ore 21, in Piazza dei Signori, il Coro lirico di San Giovanni e il direttore artistico Claudio Nezzi, propongono il concerto”Giuseppe Verdi: la Colonna Sonora del nostro Risorgimento”
L’evento è organizzato per festeggiare il celebre compositore italiano, nel bicentenario della nascita.
Concerto gratuito, posti a sedere fino ad esaurimento della disponibilità.
Eventuali offerte verranno devolute a Telethon per lo studio delle malattie genetiche Continue Reading
Back to… wheels – Sting in Arena
Grazie Ida per le foto!
[learn_more caption=”Sting in concerto all’Arena di Verona”]
Stasera Sting suonerà nell’affascinante cornice dell’Arena di Verona. Quella di oggi è la prima delle tre date italiane del “Back to Bass Tour 2013” con il quale l’ex Police sta girando il mondo. Dopo l’estate, più precisamente il 24 settembre, uscirà il nuovo album del bassista intitolato “The Last Ship“.
Il disco fa parte di un progetto più ampio. I brani contenuti nell’ultima fatica del cantautore saranno la colonna sonora di un musical di Broadway che debutterà nel 2014. Lo spettacolo avrà come sfondo un cantiere navale inglese all’epoca di Margaret Tatcher. Filo conduttore sia del disco che del musical sono le storie di persone che hanno vissuto a stretto contatto con il mare. C’è l’uomo che lavora da sempre nel cantiere navale e si scontra con il figlio il quale sogna una vita migliore, c’è il marinaio che tornando a casa pensa alla donna amata e si augura che l’abbia aspettato nonostante il lungo viaggio.
“The Last Ship” è un album fortemente autobiografico. Sting conosce molto bene l’ambiente di cui parla. Il cantautore è infatti nato nella città di Wallsend, vicino a NewCastle. Questa località sarà l’ambientazione del musical. Il nuovo disco è un ritorno alle origini per il bassista. Dopo aver pubblicato una raccolta di musiche per liuto, “Songs of the Labirynth“, un album contenente dei brani classici rielaborati, “If On a Winter’s Night“, e “Symphocieties“, disco con le più grandi canzoni dei Police, Sting torna alla musica rock.
Ecco la scaletta che questa sera il bassista dei Police eseguirà per il pubblico dell’Arena di Verona. La selezione contiene sia brani del repertorio personale di Sting sia pezzi tratti dalla discografia dei Police: If I Ever Lose My Faith in You, Every Little Thing She Does is Magic (The Police song), Englishman in New York, All This Time, Demolition Man (The Police song), I Hung My Head, Fields of Gold, Driven to Tears (The Police song), Heavy Cloud No Rain, Message in a Bottle (The Police song), Shape of My Heart, The Hounds of Winter, Wrapped Around Your Finger (The Police song), De Do Do Do, De Da Da Da (The Police song), Roxanne (The Police song). Encore: Desert Rose, King of Pain (The Police song), Every Breath You Take (The Police song). Encore 2: Walking on the Moon (The Police song), Next to You (The Police song). Encore 3: Fragile. (fonte)
Sting, emozione senza tempo L’Arena si alza in piedi per lui
L’EVENTO. Grande performance in un anfiteatro quasi esaurito, protagonista davanti ad un pubblico internazionale
Gli applausi più forti quando canta le canzoni dei Police, da «Message in a bottle» a «Demolition man» a «Roxanne», i suoi capolavori
I fotografi piazzati dietro il mixer, gli accrediti contingentati, i giornalisti della stampa nazionale costretti a comprarsi i biglietti come tutti gli altri spettatori. Sting non ha (più?) bisogno dei media e dunque non gli interessa infilare qualche ostacolo, seppure minimo, così, tanto per ribadire che il concerto è suo e le regole le fa lui. Stessa cosa sul palco. Seppure i suoi musicisti siano tra i migliori strumentisti pop-rock a disposizione, comanda lui ed è sempre lui ad attirare l’attenzione. Anche quando la vocalist Jo lo sostiene nei punti più difficili, come in All this time e nel finale di Hounds of winter, è la sua voce a risultare sopra tutto. Certo, lascia spazio al violino alla fine di Driven to tears e dialoga in un brano jazz con il pianista David Sancious alla fine di De do do do De da da da, ma è sempre lui il boss. Non potrebbe essere altrimenti, e Sting non girerà mai più con una band che avrà il nome in cartellone vicino al suo (ok, magari i Police faranno un’altra reunion, tra una decina d’anni, e un tour nell’Unione Sovietica). La prima data italiana della nuova parte del «Back to bass tour», ieri in Arena, è la celebrazione di una voce che continua a piacere al pubblico, nonostante siano passati diversi anni dall’ultimo hit in classifica (lo ricordate, voi, così su due piedi, senza consultare Wikipedia?). E che Sting ormai è un classico e potrebbe tranquillamente andare in tour per i prossimi cent’anni con i brani dei Police e farebbe tutto esaurito ovunque, come in Arena (pochi posti non numerati vuoti, sulle gradinate più alte). Intanto, il suo pubblico in Italia è mutato: russi, tedeschi, britannici e altri europei in vacanza si sono presentati all’Arena, davvero una platea internazionale, che se sta composta, tranne che nei brani dei Police, come Message in a bottle, un inno alla disperazione che diventa quasi un pezzo di flamenco quando la gente si alza in piedi e batte le mani. A 30 anni di distanza sono ancora queste le canzoni che la gente vuole ascoltare e Sting non ha paura di riproporle perché le suona rivoltandole ed esplorandone ogni anfratto, come Demolition man che passa dal punk rock alla fusion. Se proprio volessimo trovare un difetto, la Next to you finale è troppo pulita per suonare punk. A queste meraviglie dei Police (ma quanto è bella, ancora, Wrapped around your finger? E King of pain? Conoscete qualche pop star contemporanea che potrebbe scrivere qualcosa così facile all’ascolto e così profondo allo stesso tempo?), a queste perle della «Polizia», alterna brani cesellati, come Shape of my heart e Hounds of winter, e si diverte molto. E con lui tutti i presenti. Anche se con Roxanne in versione dub-jazz restano fermi. Tanto che nei bis, prima di Desert rose, Sting ha dovuto gridare: «Alzatevi!». E ci resteranno, in piedi, fino alla fine.
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Joji Hirota, The Taiko Drummers & KyoShinDo – Photo&Video Gallery
Joji Hirota con The Taiko Drummers e gli italiani KyoShinDo hanno inaugurato ieri sera l’edizione 2013 della rassegna Voci e luci in Lessinia all’ex Cementificio di Tregnago
[learn_more caption=”KyoShinDo”]
KyoShinDo
Via dell’Eco del Cuore
KyoShinDo è il nome del gruppo italiano di Taiko che interpreta con passione, gioia ed energia la tradizione dei tamburi giapponesi.
KyoShinDo significa Via dell’Eco del Cuore. Questo nome è stato scelto dal Maestro Kurumaya Masaaki, per sottolineare l’energia creativa che può scaturire dal cuore di ciascuno.
Ogni membro del KyoShinDo ricerca una peculiarità espressiva accrescendo la qualità esecutiva del gruppo.
Il KyoShinDo segue lo stile Mitsuuchi, tipico della regione Hokuriku, proposto dal Maestro Kurumaya. Questo stile permette di creare brani dove esiste lo spazio per l’improvvisazione individuale e dove anche il silenzio, scandito da un movimento del corpo, crea bellezza ed equilibrio all’interno della parte ritmica.
Così, cavalcando l’onda del ritmo ciascuno esprime potenza e staticità, velocità ed interpretazione personale. Non si tratta più di suonare a tempo, ma di vivere il tempo.
Percorrere la Via del Taiko è cercare il suono come espressione di armonia, di collaborazione, di uso del cuore (Kokoro) e dell’energia (Ki).
Il Taiko come Performing Art
Il Taiko non è solo musica da ascoltare, ma anche da guardare e da vivere: i tamburi vengono suonati con la dinamicità e il rigore tipici delle arti giapponesi e la gestualità è parte integrante dello spettacolo.
Il gesto, il movimento del corpo, crea bellezza ed equilibrio all’interno della parte ritmica ed è una forma di espressione strettamente legata alla tradizioni delle arti giapponesi.
Suonare i tamburi Taiko richiede un’intensa abilità fisica e tecnica e tanto allenamento, coordinazione tra mente e corpo, sincronia ed armonia tra i suonatori.
Chi assiste ad un concerto-spettacolo di Taiko rimane colpito dall’intensità del suono e dall’energia espressa nella performance.
Suonare il Taiko significa esprimere lo spirito della musicalità giapponese e muoversi con precisione e intensità; è far esplodere la propria energia, suonare dipingendo il proprio sogno intimo, impegnando tutta la potenza delle proprie forze e della propria anima.
Il ritmo creato ridesta nel cuore dell’uomo il respiro primitivo della vita.
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[learn_more caption=”Taiko Drummers & KhyiShinDo a Tregnago”]«È il miglior inizio possibile per il vostro festival perché il suono dei tamburi taiko purifica e scaccia gli spiriti malvagi.» Il maestro giapponese Joji Hirota ci fa dono di questo suo augurio nel cuore della Valdillasi, verde come non mai dopo la lunga primavera di pioggia. Ci chiediamo come faranno a starci i dodici tamburi “nagado daiko” e “tsukeshime daiko” nel furgone con cui è arrivato insieme con i suoi musicisti giapponesi. In occasione di questo concerto di apertura di Voci e Luci in Lessinia, i Taiko Drummers di Joji Hirota si sono uniti con i KhyoShinDo che significa “Via dell’Eco del Cuore. Avvolto nel velluto, doga dopo doga, corda dopo corda, sotto i nostri occhi viene montato l’odaiko, il tamburo grande. «È il più grande che esista fuori del Giappone» ci dice il maestro. «L’ha costruito Luciano Parisi, grande campione di karatè, con i figli Chiara e Stefano e con Mirco Taddei che suonano con noi questa sera. Ne hanno costruito uno anche per me. Lo smonto e lo imbarco in aereo quando parto per le mie tournée.» Suono, energia, ritmo, danza, arte marziale, meditazione, slancio, ipnosi, acrobazia, eleganza, mistero… Il boato di tamburi taiko è tutto questo e inonda la valle, sale fino all’alta Lessinia e scuote le montagne. Joji Hirota intona un canto tradizionale giapponese, la sua voce evoca la magia dell’Oriente. Poi, con il flauto shakuhachi, fa cantare il pubblico di Tregnago un ritornello in giapponese. «La settimana scorsa ero a Londra e nessuno cantava. Qui invece…» Dall’alto dei suoi 58 metri, anche la ciminiera dell’Ex Cementirossi di Tregnago è scossa da un brivido, e gli spiriti malvagi fuggono come fumo dal suo camino. Dal Giappone la musica ci ha abbracciato con un messaggio di amore per la terra e di fratellanza universale. Quale migliore inizio per Voci e luci in Lessinia?[/learn_more]
[learn_more caption=”Tamburi taiko”]
I nostri tamburi
I tamburi Taiko che abbiamo costruito per il nostro studio sono:
NAGADO DAIKO o MIYADAIKO – tamburo a corpo lungo
Il corpo è tradizionalmente composto da un unico tronco di albero, scavato al suo interno, che costituisce la cassa armonica.
Le pelli (bovino) sono tese e poi fissate con bullette (chiodi a testa grossa) al corpo di legno. Il suono è profondo e lungo.
Noi usiamo soprattutto il Nagado Daiko posto con la pelle in posizione orizzontale, secondo lo stile Mitsuuchi di Fukui, ma lo utilizziamo anche suonandolo lateralmente secondo lo stile Miyake, posto su un sostegno apposito.
OKEDO DAIKO – tamburo con corpo a doghe
Il corpo infatti è composto da doghe di legno. La tensione della pelle (bovino o cavallo) è ottenuta da corde che collegano le due facce del tamburo.
Il suono può essere più acuto e meno duraturo di quello del Nagado.
Anche questo tamburo viene suonato con la pelle in posizione orizzontale, ma lo studiamo anche secondo lo stile KATSUGI DAIKO indossandolo a tracolla.
TSUKESHIME DAIKO – tamburo legato
La forma è più piccola rispetto ai tamburi Okedo. Lo caratterizza un suono breve e acuto.
La tensione della pelle è ottenuta da corde o ferri.
Lo si usa per scandire la base nelle canzoni o per giocare con i differenti toni suonandolo insieme agli altri tamburi dai suoni più gravi.
Gli ultimi tre tipi di tamburo che usiamo appartengono alla categoria ODAIKO “grande tamburo”:
HIRADO ŌDAIKO – tamburo a corpo corto
Come il nagado ha la pelle fissata al corpo con dei chiodi, ma il suo corpo è più largo che alto.
Lo usiamo appoggiato su un alto supporto.
UCHIWA ŌDAIKO – tamburo a ventaglio
Strumento formato da una pelle tesa e cucita attorno a un anello metallico.
Non possiede una cassa armonica come gli altri tamburi.
ORITATAMI SHIKI OKEDO ŌDAIKO – grande tamburo smontabile con corpo a doghe
Per facilitarne il trasporto abbiamo inventato il modo di smontare e rimontare facilmente questo grande tamburo.
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Voci e luci in Lessinia: gli spettacoli accessibili alle carrozzine
per le persone disabili e il loro accompagnatore l’ingresso è gratuito. La cassa degli spettacoli apre un’ora prima dell’inizio nel luogo dove si svolge l’evento. Per informazioni contattare il numero 347 7137233
Voci e Luci in Lessinia è realizzato da Comunità Montana della Lessinia e Parco Naturale Regionale della Lessinia con il sostegno dell’Assessorato all’Identità Veneta e Manifestazioni della Provincia di Verona, del Comune di Ala e della Cassa Rurale Bassa Vallagarina. La rassegna rientra in “Provincia in Festival 2013”, il progetto culturale di rete promosso dall’assessorato alla Cultura e Identità Veneta della Provincia di Verona nell’ambito di “RetEventi Cultura Veneto” il network tra istituzioni locali e operatori dello spettacolo della Regione del Veneto, nella provincia scaligera realizzato con la direzione artistica di Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona e il supporto organizzativo e promozionale della società Provincia di Verona Turismo.
Info: www.vocieluciinlessinia.it
Photo/Video Gallery Taiko Drummers
[learn_more caption=”Gli spettacoli accessibili della Rassegna”]
JOJI HIROTA, THE TAIKO DRUMMERS AND KYOSHINDO
Ex Cementificio – Tregnago
Domenica 30 giugno 2013 – Ore 21.15
In caso di maltempo il concerto si terrà
alle ore 21.15 nell’Auditorium dell’Ex Cementificio di Tregnago
Ingresso € 10 – Gratuito per disabile+accompagnatore
Nato a Hokkaido, la più settentrionale delle quattro maggiori isole dell’arcipelago giapponese, Joji Hirota è un compositore e multistrumentista conosciuto in tutto il mondo come virtuoso di flauto shakuhachi e come maestro di taiko, il tipico tamburo giapponese usato nella musica popolare e religiosa. Come direttore musicale della prestigiosa Lindsay Kemp Dance Company ha composto ed eseguito le musiche del pluripremiato spettacolo Onnagata. Il suo gruppo, Joji Hirota & The Taiko Drummers, è considerato una delle migliori formazioni nipponiche di musica tradizionale e contemporanea, con tournée in tutti i continenti. Ai suoi Taiko Drummers si uniranno per Voci e Luci in Lessinia i tamburi del KyoShinDo, il più importante gruppo italiano di taiko. | |
Un progetto di recupero archeologico industriale sta reinventando l’area dell’Ex Cementificio di Tregnago, in Valdillasi, trasformandola in un luogo che può accogliere proposte culturali e di spettacolo. Voci e Luci in Lessinia si apre nella piazza adiacente agli affascinanti ruderi sui quali svetta l’inconfondibile ciminiera. L’area, raggiungibile dalla circonvallazione di Tregnago, è munita di ampio parcheggio, di servizi igienici e priva di barriere architettoniche. |
Debutto roboante per Voci e luci in Lessinia. Negli spazi di archeologia industriale dell’ex Cementificio di Tregnago, domenica 30 giugno (alle 21.15), l’Oriente incontra l’Occidente al ritmo dei tamburi giapponesi di Joji Hirota e del suo gruppo The Taiko Drummers.
Il festival musicale organizzato dall’agenzia di spettacolo Aìssa Maìssa e dall’associazione Film Festival della Lessinia, con la direzione artistica di Alessandro Anderloni, inizia il suo itinerario a tappe nei luoghi più suggestivi della montagna veronese, trentina e da quest’anno vicentina. A partire dalle atmosfere del Giappone in un concerto nel quale s’intrecciano musica, danza e ritualità per un cerimoniale dall’alta intensità emotiva. Sul palcoscenico, ai Taiko Drummers si uniscono i tamburi del KyoShinDo, il più importante gruppo italiano di “taiko”. Alle percussioni si aggiungono performance di flauto “shakuhachi” e canzoni tradizionali giapponesi arrangiate e cantate dallo stesso Hirota.
Nato a Hokkaido, nella più settentrionale delle quattro maggiori isole dell’arcipelago giapponese, Hirota è artista eclettico: vocalista, compositore di creazioni musicali per teatro e televisione, multi-strumentista noto in tutto il mondo come virtuoso del flauto “shakuhachi” e da quarant’anni maestro di “taiko”, il tamburo dalla storia millenaria utilizzato nella musica popolare e religiosa. Si avvicina giovanissimo alle percussioni e ne approfondisce lo studio alla Kyoto Arts University. Diventa direttore musicale del gruppo Stomu Yamash’ta al Red Budda Theatre e nel 1977 della Lindsay Kemp Dance Company, per la quale compone ed esegue le musiche dello spettacolo “Onnagata”, vincitore di numerosi riconoscimenti. Il primo album di Joji Hirota, “Sahasurara”, esce in Giappone nel 1976 per la Kings Records; incide il secondo album, “The wheel of fortune”, nel 1981. Nei primi anni Ottanta fonda il gruppo Joji Hirota & The Taiko Drummers: composto attualmente dieci musicisti, è considerato una delle migliori formazioni nipponiche di musica tradizionale e contemporanea. Con loro si è esibito in prestigiosi festival in tutta Europa oltre che in America, Australia, Nuova Zelenda, Korea, Sri Lanka. Nel 2007 hanno aperto il Live Earth al Wembley Stadium di Londra.
Biglietti (10 euro) in vendita sul luogo del concerto dalle 20.
Info: http://www.vocieluciinlessinia.it/
FRANCESCO BACCINI
Villa Arvedi (Grezzana)
Venerdì 19 luglio 2013 – Ore 21.00
In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 21.00 nel Teatro Valpantena di Grezzana
Ingresso € 10 Gratuito per disabile+accompagnatore
Ai piedi del dolce declivio del versante occidentale della Valpantena, la seicentesca Villa Arvedi è coronata da vigneti, da olivi e da un folto bosco di roveri e carpini.Si trova poco a sud del paese di Grezzana. Il concerto si terrà nel cortile dietro la villa, sotto la chiesetta barocca dedicata a San Carlo Borromeo, accessibile anche alle persone con ridotta mobilità. La villa è dotata di un ampio parcheggio per gli spettatori. | |
Un Tenco come non l’avete mai sentito: ironico, socialmente impegnato, intimista. Un cantautore dalle tinte forti, assai lontano dall’immagine in bianco e nero impressagli dopo la sua tragica morte. Il Tenco rock, co-autore del celebre Ciao ti dirò. Il Tenco romantico del successo internazionale Ho capito che ti amo. Il Tenco malinconico di Ciao amore ciao, l’ultimo brano, legato alla sua misteriosa morte al Festival di Sanremo del 1967. «Vi porto nel mondo sconosciuto di Luigi» scrive Francesco Baccini, autore del recital Baccini canta Tenco insieme con Marzio Angiolani e accompagnato dagli arrangiamenti e dalla “chitarra che sorride” di Armando Corsi, insieme con Luca Falomi (chitarre), Filippo Pedol (contrabbasso) e Federico Lagomarsino (percussioni). «Tenco non ha mai fatto una tournée», scrive ancora Baccini. «Negli anni Sessanta non si usava e lui dopo non ne ha avuto il tempo. Mi è sempre sembrata un’ingiustizia. Anche per questo ho deciso di cantarlo.» |
RADIODERVISH
Bosco de La Regina (Sega di Ala)
Sabato 20 luglio 2013 – ore 15.00
In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 16.00 nel Teatro Sartori di Ala
Ingresso libero
Il Mediterraneo può separare o unire. Per il cantante palestinese Nabil Salameh e il chitarrista pugliese Michele Lobaccaro questo mare è stato il luogo di incontro e l’inizio di un sodalizio musicale che ha oltrepassato frontiere, lingue e culture. Le loro storie musicali hanno versi in arabo, inglese, italiano, spagnolo e francese e si ispirano ai testi persiani del XII secolo, come ai versi del Cantico dei Cantici, alle storie arabe e alle sonorità tradizionali pugliesi. Insieme con il pianista Alessandro Pipino, i Radiodervish propongono nell’auditorium di faggi de La Regina i nuovi brani del loro ultimo disco, Human. A rispecchiare i cambiamenti delle nostre vite, lo stile da intimo e caldo esplode in improvvise cavalcate ritmiche. L’universo sonoro delle chitarre e degli strumenti etnici mediterranei dialoga con gli inserti meditativi dell’elettronica. Una pluralità di suoni, di lingue, di luoghi, di etnie, di culture. Una Babilonia dell’anima. | |
La Regina troneggia tra i faggi secolari del piccolo bosco sui pascoli di Sega di Ala. Il luogo del concerto è raggiungibile solo a piedi da Passo Fittanze, scendendo la così detta Strada dei Ladri, o da Sega di Ala, percorrendo la carrareccia che sale verso Malga Maia. La strada sarà interdetta ai mezzi a motore fin dal mattino. Alle persone con ridotta mobilità sarà consentito salire in automobile fino ai margini del bosco. |
TANGERI CAFÈ ORCHESTRA JAMAL OUASSINI GAIA SCUDERI
Villa Della Torre (Fumane)
Venerdì 26 luglio 2013 – ore 21.00
In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 21.00 nel Centro Appassimento Terre di Fumane (Via Vajo – Fumane)
Ingresso € 10 Gratuito per disabile+accompagnatore
L’atmosfera urbana di Tangeri ha ispirato l’orchestra che il violinista Jamal Ouassini ha fondato nel 2005, dandole il nome del locale che fu mitico luogo ritrovo di musicisti negli anni Settanta. È nella città marocchina di case bianche, crocevia tra Africa ed Europa, tra Oceano e Mediterraneo, che Jamal Ouassini ha compiuto i suoi primi studi di musica arabo-andalusa e che anni dopo è tornato per riunire musicisti marocchini, spagnoli e italiani e percorrere con loro un viaggio che guarda al di là dei mari. Nel suggestivo parco di Villa della Torre, alla Tangeri Cafè Orchestra si accompagna il “flamenco arabo” di Gaia Scuderi. La fusione della danza araba con il flamenco diventa, nel personalissimo stile di questa artista, fusione di mondi e di culture. Musica e danza abbattono i confini e le frontiere, così si può ballare e cantare su un tappeto di mille suoni e di mille lingue nel segno dell’incontro tra l’Africa e l’Europa. | |
Gioiello del Cinquecento Italiano, Villa della Torre, con l’elegante Peristilio, gli impressionanti Mascheroni, il raffinato Bucintoro, vede tra i nomi che ne definirono il progetto Giulio Romano e Michele Sanmicheli. È oggi proprietà dell’azienda agricola Allegrini, cantina tra i leader mondiali dell’Amarone. La Villa si raggiunge dal centro di Fumane, è dotata di parcheggio e accessibile anche alle persone con ridotta mobilità. |
JUANJO MOSALINI, ADRIÀN FIORAMONTI, RUBÉN PELONI
Contrada Valle (Velo Veronese)
Sabato 3 agosto 2013 – Ore 17.00
In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 18.00 nella Sala dei Centomila di Velo Veronese
Ingresso € 10 Gratuito per disabile+accompagnatore
Tra(d)icional ovvero traición a la tradición, tradimento della tradizione. Così hanno intitolato il loro ultimo album gli argentini Juanjo Mosalini (bandoneon) e Carlos Adriàn Fioramonti (chitarra). Il loro tango attinge dalla tradizione ma non fa orecchie da mercante alla modernità, senza timore di confrontarsi con elementi jazz e rock. Nato e cresciuto musicalmente a Buenos Aires, Juanjo Mosalini, figlio del leggendario bandoneoista Juan José Mosalini, è figura prominente delle avanguardie musicali argentine in Europa. Carlos Adriàn Fioramonti è tra i compositori che più hanno sperimentato la contaminazione della musica argentina, senza tradire la tradizione tangueradella sua Santa Fe da dove arriva anche il cantante Rubén Peloni, ospite speciale del concerto. Voce, chitarra e bandoneon ci portano ai tanghi tradizionali ballati nei vicoli di Buenos Aires, alle travolgenti milonghe, al tango nuevo di Astor Piazzolla fino alle nuove composizioni. | |
Con un progetto di recupero firmato da Paolo Portoghesi, la Comunità Montana della Lessinia ha reinventato la Contrada Valle di Velo Veronese, destinata a diventare un centro studi e un nuovo spazio per la cultura. La si raggiunge solo a piedi in dieci minuti, lasciando l’automobile a Camposilvano, salendo verso Conca dei Pàrpari e imboccando poi la ripida stradina tra i faggi. Alle persone con ridotta mobilità sarà consentito arrivare in automobile fino alla contrada. |
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Cori e bande per celebrare i 200 anni di Giuseppe Verdi
Viva Verdi 1813 – 2013
Rassegna di concerti musicali eseguiti nelle domeniche di luglio da Gruppi bandistici e corali appartenenti all’AMBAC, in Corte Mercato Vecchio.
Il repertorio comprende brani ispirati alle composizioni di Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Roncole di Busseto, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901), uno dei più celebri compositori italiani di tutti i tempi, del quale ricorre quest’anno il 200° Anniversario della nascita.
In programma brani di opere, sinfonie, preludi, nella loro versione originale e in particolari arrangiamenti, eseguiti da gruppi dal diverso stile esecutivo e di qualità.
Questo il programma
- domenica 7 luglio 2013
- ore 17 – Coro Polifonico di Ponte Catena – Verona
- ore 18.30 – Corpo Bandistico di Sona
- domenica 14 luglio 2013
- ore 17 – Banda Musicale Cittadina di Grezzana
- ore 18.30 – Corpo Bandistico “Dino Fantoni” di Dossobuono
- domenica 21 luglio 2013
ore 17 – Corpo Bandistico “Città di Bussolengo” - domenica 28 luglio 2013
ore 17 – Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona”
La Sezione provinciale di Verona dell’AMBAC Veneto è un’associazione musicale a carattere regionale. Da decenni opera per la tutela e lo sviluppo della musica popolare. All’AMBAC sono iscritte bande musicali, corali, piccoli ensemble, gruppi di majorettes e l’Associazione Suonatori di Campane a Sistema Veronese.
L’AMBAC organizza incontri, corsi di formazione musicale, campi estivi per giovani esecutori ed eventi artistici.